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Sono un amante del "sud", di tutti i "sud" del mondo, terre di confine accomunate dalla stessa speranza, dallo stesso amore, dallo stesso orgoglio e senso di appartenenza, dalla stessa voglia di rinascita.
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Ritornare a sentire
"il fresco profumo della libertà"
Ogni uomo porta con se` dei sogni piu` o meno belli, piu` o meno personali o comunitari, a volte individuali, a volte universali. Padre Puglisi, un giorno, ha fatto un bellissimo sogno: portare il sole nel quartiere Brancaccio. Il sole della solidarieta`, del riscatto morale e civile, il sole della promozione umana e spirituale, il sole della pulizia di ogni ordine, il sole della bonta`, della liberta, del sorriso e dell’Amore... Qualcuno, sicuramente, vive altrove e realizza in altri luoghi l’ultimo sogno di padre Puglisi perche` ovunque, in ogni citta`, in ogni quartiere c’e` un pezzo della realta` di Brancaccio.
(Suor Carolina)
SPERANZE
un grido di lotta a
30 anni dalla morte
di Peppino Impastato
...se ne discute questa sera a Potenza, Teatro don Bosco ore 17:30, con Marco Travaglio, Antonio Ingroia, Beatrice Borromeo, Antonio Massari, Carlo Vulpio e Marcello Cozzi!

PALERMO (ITALPRESS) - Prosegue a Palermo - nonostante il via libera della Camera a uno stanziamento di 173 milioni per il 2007 - la protesta dei familiari delle vittime di Cosa nostra, incatenati da sei giorni davanti ai cancelli della Prefettura. "Continueremo a protestare a oltranza - dice all'ITALPRESS Sonia Alfano, figlia di Giuseppe, il giornalista di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) assassinato nel gennaio del 1994 - perche' in realta' non e' cambiato nulla. Se il provvedimento non diventa parte integrante della Finanziaria non ci sara' alcuno stanziamento. Dubitiamo inoltre che i soldi possano bastare per tutti. Altre volte, in passato, esponenti delle istituzioni avevano fatto simili promesse e non sono mai state mantenute". "Non e' una questione solo economica - continua Sonia Alfano -. Possiamo rinunciare allo stanziamento se lo Stato non ha abbastanza risorse, ma chiediamo almeno che ci diano il riconoscimento giuridico di familiari di vittime della mafia. Se non e' possibile - aggiunge - allora si abolisca la legge 206/2004 che riconosce invece lo status di familiari di vittime del terrorismo". (ITALPRESS) 21-Nov-07 17:51 NNNN
I familiari delle vittime di mafia si incatenano ai cancelli della Prefettura
sabato 17 novembre 2007
ULTIM'ORA - A Palermo va avanti ormai da ventiquattro ore la protesta dei familiari delle vittime della mafia per la mancata approvazione nella Finanziaria in Senato dell’emendamento che avrebbe equiparato le vittime della mafia a quelle del terrorismo.
E con Sonia e Chicco Alfano sotto la pioggia sono ormai oltre trenta le madri, i padri i figli delle vittime che si sono incatenati ai cancelli della Prefettura, tra loro le famiglie Montanaro, Ievolella, Ciminisi, Castelbuono, Mondo, Moltalto, Gullo, Cuttitta, Chiaramonte, Agostino, Di Bona, Dommarito, maniscalco, Irone, Cafà, Spartà, Russo e Domè. Da sottolineare la scarsa solidarietà istituzionale e l’appiattimento mediatico dati alla protesta, che andrà avanti ad oltranza sino a quando il Parlamento non approverà l’emendamento.
Anche Sonia Alfano si è ammastellata
di Sonia Alfano
domenica 18 novembre 2007
LETTERA APERTA A BEPPE GRILLO

Caro Beppe,
Ti ho già scritto a settembre e tu molto gentilmente pubblicasti, per ben due giorni consecutivi, la mia lettera indirizzata al capo dello Stato e sottoscritta peraltro da Salvatore Borsellino, con la quale chiedevamo l'intervento di Napolitano per mettere fine all'imbarazzante "esibizione istituzionale" di Clemente Mastella. Ovviamente il tutto era riferito alla vicenda De Magistris. Da allora, come tu ben sai, di acqua sotto i ponti ne è passata ma evidentemente non era pulita da spazzare determinati personaggi.
Con il movimento "Ammazzateci tutti" abbiamo portato avanti svariate iniziative non solo in Calabria, ma anche in Sicilia e nel Lazio, al fine di informare soprattutto i giovani delle scuole circa quello che sta accadendo nel nostro paese. Per molti può sembrare l'ennesimo falso scontro politico ben architettato dietro le quinte e che si concluderà con i soliti tarallucci e vino. E l'operato di Mastella proprio in riferimento a ciò è noto ormai a tutti.
Però, in merito all'annuncio del "clemente" Clemente con il quale ieri ha informato che ti denuncerà per alcune tue esternazioni circa la sua persona e il suo operato, vorrei dirti qualcosa. La sottoscrittta insieme a Salvatore Borsellino, Rosanna Scopelliti e Aldo Pecora nell'ambito di diverse lettere e interviste rilasciate a diversi organi di stampa, hanno chiaramente ed inequivocabilmente parlato di Mastella definendolo più che amico di un mafioso, testimone di nozze di Francesco Campanella, nonché bravo ad intrattenere rapporti molto cordiali con esponenti di spicco dell'indagine WHY NOT; tra l’altro proprio la sottoscritta nel corso di un'intervista rilasciata a Porta a Porta l'8 ottobre scorso, e trasmessa la stessa sera, affermava testualmente: "oggi non è più necessario uccidere magistrati come Falcone, Borsellino, Costa, Terranova o come Scopelliti; oggi basta semplicemente trasferire un magistrato con uno strumento normativo come quello che sta adoperando Mastella, e poi tornerà il silenzio".
Mastella in studio, nonostante sia stato pungolato da Vespa, ha commentato gli eventi di quel giorno senza entrare nel merito delle mie affermazioni.
Ma c'è di più: il 18 ottobre scorso ho partecipato ad un faccia a faccia telefonico con Mastella organizzato e pubblicato dalla rivista MicroMega. In circa 35 minuti di conversazione monocorda, Mastella oltre che difendere la sua amicizia con Campanella e con Saladino, con Bisignani e Musco, continuava a ripetere che lui è una persona perbene e che mi avrebbe querelato se avessi continuato a "scendere nelle piazze per dire alla gente che lui è amico dei mafiosi". Peraltro dispongo dell'audio della telefonata il cui contenuto si potrebbe definire molto tragicomico. Facevo molta fatica a comprendere le sue risposte, eppure Ceppaloni è in Italia! E pensare che ero convinta che il caro Mastella avesse toccato il fondo quando dopo la trasmissione AnnoZero, si rivolse a me e Rosanna Scopelliti definendoci due giovani qualunque portate negli studi televisivi con chissà quali propositi. Non che essere definite persone qualunque ci offenda, anzi! Semplicemente sconoscendo i nostri cognomi e le storie dei nostri padri, confermava la teoria secondo la quale Mastella da sempre è impegnato a coltivare ben altri rapporti di amicizia che gli hanno sottratto il tempo necessario per studiare la storia degli ultimi anni del nostro paese.
A questo punto visto che ti querelerà per le stesse cose dette anche da me, invito pubblicamente lo stesso Mastella a querelarmi, dopodiché in caso di sua vittoria lo risarcirò con gli stessi soldi che mi devolverà visto che ha espresso il desiderio di devolvere eventuali proventi da questa querela a favore delle vittime della mafia. O pensa che querelare familiari di vittime della mafia non lo porrebbe bene agli occhi dell'opinione pubblica? Opportunismo insomma. Scherzi a parte Mastella, ma lei è veramente convinto di poter continuare a gongolare per come ha propinato e fatto metabolizzare le sue malefatte agli italiani con il placet del capo del governo e non solo, e addirittura continua a credere di poter fare elemosina a chi lei non è neanche degno di rivolgere le sue scuse?
Beppe Grillo al Parlamento Europeo
SENZA VERGOGNA!
Mi ritrovo qui, ad un anno di distanza, a scrivere una lettera dai contenuti identici a quella dell’anno prima.
Devo di nuovo scendere in campo per difendermi e per difendere la mia famiglia, soprattutto mio nonno e mio zio che oggi non ci sono più e non possono farlo da soli. Un anno fa scrivevo al presidente della regione Sicilia, Cuffaro, per chiedergli di tenersi stretti i volgari denari che gli sarebbero pervenuti dai processi vinti contro i suoi diffamatori anziché devolverli alle famiglie delle vittime di mafia. Non fosse altro perché egli stesso era indagato per mafia. E un bracconiere che sostiene il Wwf non sarebbe stato credibile. Oggi devo di nuovo intervenire e ricordare, questa volta al ministro della giustizia Mastella, che i familiari di vittime di mafia non sono una merce elettorale, né un modo per giustificare querele per diffamazione e farle sembrare più buone.
E’ di oggi infatti, la notizia che il ministro Mastella querelerà Beppe Grillo per delle sue dichiarazioni, è devolverà ai familiari di vittime di mafia l’indennizzo che prevede di percepire.E’ squallido l’atteggiamento e la mentalità di personaggi come Mastella, che si scomodano e ci chiamano in causa per promettere spiccioli a quelli che forse vedono come morti di fame che elemosinano, dimenticandosi che non è di denaro che abbiamo sete, ma di giustizia e di verità, anche in casi che nulla hanno a che fare con i nostri personali trascorsi ma che ci darebbero speranza per il futuro, come quello De Magistris. E io e la mia famiglia oggi siamo stanchi di subire queste reiterate offese alla nostra dignità e a quella dei nostri cari che sono stati uccisi da un’associazione criminale chiamata mafia, ma anche da uno stato che non ha saputo proteggere un uomo come mio nonno che cercava verità per il figlio ucciso, a cui ha concesso solo una pistola per difendersi.
Sono disgustato e fatico a rimanere composto e a mantenere un linguaggio degno della memoria dei miei parenti, ma la rabbia, l’indignazione verso un personaggio come Mastella, che si eleva a nostro paladino è tanta, e questa volta non tollereremo questo ennesimo atto di sprezzante carità. Ci ha provato Cuffaro, adesso Mastella. Ma perché in Italia è così difficile essere lasciati in pace, lontani da becere diatribe politiche, a condurre una personale lotta per la memoria, per il ricordo dei propri cari e di tutti quelli che come loro credevano e sono morti per la giustizia. Perché non si può rimanere da soli, ad assimilare e metabolizzare un dolore che ci ha sconvolto l’esistenza? Ho capito che in Italia non si può. Ogni giorno dobbiamo subire un “nuovo arrembante” che getta fango su delle famiglie che per colpa della mafia ancora piangono. Ogni giorno un nuovo eroe che si mette in bocca parole su cui invece dovrebbe riflettere e fare mea culpa. Un giorno ci tocca sentire il presidente dell’assemblea siciliana Miccichè dire che è un brutto simbolo intitolare l’aeroporto di Palermo a Falcone e Borsellino perché ricordano la mafia. Quello dopo un ministro della repubblica indagato abuso d’ufficio, finanziamento illecito dei partiti e truffa che vuole diventare nostro azionista e darci i soldi di Beppe Grillo, colpevole di salvaguardare a Strasburgo un giudice che lui vorrebbe fuori gioco. Il rispetto, il senso dello stato non si vende e non si compra, per diamine.
Io sono stanco, sfiancato. Sono stanco di dovere difendere i miei parenti non da mafiosi o criminali, che sarebbe anche una mia prerogativa e una scelta di vita che ho fatto, ma da gente che dovrebbe far di tutto per starci accanto e per aiutarci. Ma come ci si può permettere di parlare di soldi, di fare i gradassi su questioni così delicateLa famiglia Calasanzio rifiuta formalmente ogni contributo, ogni centesimo proveniente da queste fonti, non perché siamo ricchi od arroganti, ma perché abbiamo vissuto una tragedia che ci ha duramente messi alla prova, e perché vorremmo solo una buona politica, un impegno serio per stare accanto a quelle famiglie come la nostra che sono state colpite da un associazione criminale. La dignità non si compra, caro ministro, continui per la sua strada, lasciandoci in pace, perché siamo gente onesta, modesta e composta, che non vogliamo mai essere confusi con chi fa la guerra alla magistratura democratica che porta avanti le proprie indagine con rispetto sia per la parte offesa che per gli indagati. Una magistratura che mai ci ha giovato, regalandoci solo una condanna per il killer di mio nonno e tanta sofferenza, ma che nonostante questo mai ci sentiremmo di attaccare e demonizzare, perché rappresenta la giustizia, l’unica e l’ultima cosa in cui crediamo. Benny Calasanzio 15.11.2007