scritto da enorbalac il lunedì 10 dicembre 2007 alle ore 23:19
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Sono un amante del "sud", di tutti i "sud" del mondo, terre di confine accomunate dalla stessa speranza, dallo stesso amore, dallo stesso orgoglio e senso di appartenenza, dalla stessa voglia di rinascita.
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Nummeri
Conterò poco, è vero : diceva l'Uno ar Zero
ma tu che vali ?
Gnente: proprio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente.
Io, invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te, lo sai quanto divento ? Centomila. E' questione de nummeri.
A un dipresso è quello che succede a un dittatore che cresce de potenza e de valore più so' li zeri che je vanno appresso.
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Lettera ad un prete
scritto da piergi22 il
Marcos, la lotta zapatista e il sesso
"Nel mio nuovo libro pura pornografia"
LONDRA - "Niente politica, solo sesso". Annuncio choc del subcomandante Marcos al quotidiano britannico Guardian: il suo nuovo libro, che uscirà a giugno, sarà un testo di "pornografia pura". Con l'inseparabile pipa e il caratteristico passamontagna calato sul volto, il leader zapatista ha rilasciato la sua prima intervista da molti anni a questa parte a un giornale del Regno Unito. E nel retrobottega di un internet-cafè di Città del Messico ha spiegato che il libro servirà per raccogliere fondi per la causa: "Sono sicuro che venderà se ci saranno molte "X" in copertina".
ROMA - Nuova azione disciplinare nei confronti del sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris. Il Pg della Cassazione - con un atto datato 6 dicembre, inviato al Csm - lo ha "incolpato" per aver acquisito e utilizzato i tabulati delle conversazioni telefoniche del ministro della Giustizia senza la preventiva richiesta di autorizzazione alla Camera di appartenenza, così come previsto dalla legge Boato del 2003. 
Nuove accuse contro De Magistris
«Illecite le intercettazioni di Mastella»
Il pm di Catanzaro "incolpato" per aver utilizzato i tabulati sul Guardasigilli senza autorizzazione
«NEGLIGENZA INESCUSABILE» - Nell'atto di incolpazione del Pg della Cassazione Mario Delli Priscoli, si afferma che De Magistris ha commesso «violazione di legge con grave ed inescusabile negligenza» per non aver richiesto preventivamente alla "Camera" di appartenenza (che nel caso del ministro Mastella è il Senato, così come previsto dalla legge Boato, per l'acquisizione dei tabulati telefonici relative ad una utenza intestata a Mastella. Il decreto di acquisizione dei tabulati, firmato da De Magistris, risale al 20 aprile scorso «nonostante - afferma il Pg della Cassazione - dagli atti risultasse che l'utenza era intestata al senatore Clemente Mastella». L'illecito commesso da De Magistris sarebbe stato accertato lo scorso 20 novembre dalla Procura di Roma su richiesta della Procura generale. Alla sezione disciplinare del Csm, dunque, è così arrivato un altro atto di incolpazione nei confronti del pm di Catanzaro, dopo quello già trasmesso lo scorso 21 settembre dal ministro della Giustizia, che, assieme al Pg della Cassazione è titolare dell'azione disciplinare.
«ACCUSA DESTITUITA DI FONDAMENTO» - Respinge le accuse, apostrofandole come «destituite di fondamento» il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, Luigi De Magistris. «Ancora una volta - dichiara all'Agi il magistrato - apprendo a mezzo stampa, come sempre del resto, delle contestazioni disciplinari a me personalmente mai notificate. Da quello che i mass media mi riferiscono, si tratta di contestazione assolutamente priva di fondamento, come del resto tutte le altre. Conosco bene - aggiunge il magistrato - le leggi della Repubblica e non ho mai acquisito, nè consapevolmente nè per negligenza, utenze che sapevo essere intestate a parlamentari. Non posso non rilevare che, avvicinandosi "il giorno del giudizio" si cerca di rimpinguare a mezzo stampa le accuse - evidentemente inconsistenti - che pendono su di me. Vado avanti - dice - con ancora maggiore determinazione, se possibile, consapevole che la magistratura ordinaria, alla quale mi sono rivolto, saprà ricostruire tutto quello che è accaduto e che sta accadendo. Attendo sereno - conclude De Magistris - e con la coscienza trasparente, le decisioni del Csm».
(8 dicembre 2007) tratto da www.corriere.it
L'alternativa possibile
La storia di Peppino e Giovanni è l’emblema del riscatto possibile. Figli di un mafioso, seppero ribellarsi (Peppino al prezzo della vita) e cercare una strada nuova. La stessa che Giovanni, il 19 aprile 2006, con una lettera aperta, ha indicato ai figli di Bernardo Provenzano.
“Caro Angelo, caro Francesco Paolo,
sono stato anch’io ragazzo come voi e ancora prima di me lo è stato mio fratello Peppino, che ha pagato con la vita la sua scelta. Siamo tutti figli partoriti dalla stessa mafia. Una mafia che distrugge la vita, sempre, anche quando non lo fa con le armi o con le bombe. Una mafia fatta di uomini che diventano padri e dicono ai loro figli che sono vittime innocenti della giustizia costretti a vivere nascosti come talpe. E la confusione comincia pian piano ad insinuarsi nelle nostre viscere più profonde, ci assorbe il cuore e la mente e la ragione fa fatica a distinguere la verità dalla menzogna.Sono sentimenti che hanno segnato a lungo la mia esistenza, ancora prima quella di Peppino e credo attraversi anche la vostra.
Quando mio padre morì provai un dolore atroce, ricordo che il fazzoletto grande come un tovagliolo che mi diede mia madre, non riusciva a contenere le lacrime ma contemporaneamente non riusciva neppure a contenere quel senso di liberazione dal vincolo di mafiosità che mi aveva lacerato fino a quel momento. Due sentimenti uguali ed opposti che provenivano uno dal cuore e l’altro dalla ragione.
Anch’io da ragazzino, avevo circa dieci anni, ho conosciuto la latitanza seppure di riflesso. Mio padre mi portava con sé quando andava a fare le iniezioni a Luciano Liggio malato, latitante nella tenuta di nostro zio, il boss Cesare Manzella a cui è succeduto Tano Badalamenti, boss che ha provveduto anche alla latitanza di vostro padre quando era qui a Cinisi dove conobbe Saveria Palazzolo, divenuta poi vostra madre. Ricordi che custodisco ancora ma che mi sono lasciato alle spalle quando il mio sguardo ha deciso di guardare avanti per fare di me stesso un uomo libero dalla schiavitù mafiosa, che vive e lavora nel rispetto della legalità. E i miei figli per questo mi amano, come io amavo mio padre, ma loro sono anche fieri di me e della mia scelta. Per questo con delicatezza, con umiltà, senza la spocchia di chi è riuscito a vincere dentro di sé e fuori di sé la battaglia più difficile della sua vita, mi rivolgo a voi, ora che la fine della latitanza di vostro padre apre un nuovo capitolo.
A te Angelo, che tra poco ti sposerai con una ragazza che mi dicono essere graziosa e gentile, che diventerai come ti auguro padre, chiedo di trovare la forza della verità e il coraggio per sostenerla. Nessuno vuole, tantomeno io, che rinneghi l’amore profondo che ti lega a tuo padre. Ma tacere è condividere. Il tuo silenzio, il vostro silenzio vuol dire condividere seppure non le eserciterete mai, le sue azioni sanguinarie e quelle dell’organizzazione di cui è il capo. Ecco perché il giudizio deve necessariamente essere severo, chiaro anche se l’amore che nutri per lui non potrà mai impedirti di stargli vicino nei momenti del bisogno.
Miei cari ragazzi non ci sono strade alternative: solo dicendo “no” a quella mafia che vostro padre incarna, come ha fatto mio fratello, potrete essere cittadini a tutti gli effetti di questo Stato, parte di questa società pronta ad accogliervi nella verità non nella doppiezza.
Anche a te Francesco che ti sei impegnato nello studio laureandoti, vincendo una borsa di studio, auguro di trovare la forza per esprimere un giudizio chiaro. Maggiormente a te che sei preso dalla responsabilità di insegnare e dunque di trasmettere dei valori autentici auguro di farlo libero dalla finzione e dalla suggestione negativa di un codice d’onore che si fonda su dei disvalori.
Dimostrate a vostro padre, con i fatti, che c’è un altro modo di vivere, diverso da quello incondivisibile suo, l’unico che ha avuto la sventura di conoscere, sarà un modo per amarlo ancora di più”.
Tratto dal Blog di Piero Ricca